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26 Luglio 2020

ROBERTO OLEOTTO – DIGITAL MATTE PAINTER

TRATTI CHE LASCIANO IL SEGNO di Andrea Biban

 

Mi chiamo Roberto Oleotto, classe 1984 vivo e lavoro tra la bassa friulana e Udine.
La mia “carriera” nel mondo della grafica e dell’illustrazione è iniziata molti anni fa quando decisi di intraprendere come percorso di studi l’Istituto d’Arte G. Sello a Udine.
Una scuola valida che al di là dell’insegnamento delle tecniche grafiche, fotografiche e illustrative ti metteva in grado di approcciarti al lavoro creativo con una metodologia e passione coltivando aspetti necessari come passione e gusto critico difficile da insegnare e da imparare. Completati gli studi mi sono dedicato alla grafica cartacea lavorando come grafico pubblicitario in uno studio a Udine dove realizzavo loghi, immagine coordinata, pubblicità e impaginati. In questo periodo, circa 12 anni fa, cominciai a spostare la mia attenzione verso la grafica applicata al cinema e a tutte quelle tecniche che servivano a ricreare un ambiente immaginario come scenografia digitale..

Cosa ti ha spinto a diventare un artista digitale?
Diventare un artista digitale implica la conoscenza sia delle tecniche digitali che tradizionali e l’Istituto d’Arte G. Sello me ne ha fornito solide basi.
Cominciai a studiare a fondo tutte le risorse che potevo trovare in rete a quel tempo. I video tutorial andavano per la maggiore e molti artisti condividevano i loro processi creativi e come in diversi campi, partendo dall’osservazione, soprattutto di chi è arrivato prima di noi.
Da lì a breve ebbi un’opportunità con un team che stava sviluppando un fan movie (un medio metraggio fatto da persone non del settore e finanziato da se stessi) su un videogioco cardine dell’epoca “Metal Gear Solid”. Era un progetto ambizioso e sicuramente difficile al quale stavano partecipando tanti ragazzi di tutt’Italia. La vittoria di questo progetto in realtà è stata quella di creare un trampolino di lancio per le persone coinvolte, alcuni andarono a lavorare in studi di “visual effects”, mentre io presi questa “mansione” prettamente cinematografica e la riadattai per un uso illustrativo, la necessità nacque nel 2013 quando mi contattò la Mondadori per poter usare una mia immagine come copertina di un libro Sci-fi (Science fiction) per giovani e adulti: “Multiversum” di Leonardo Patrignani. L’opera selezionata fu “Multiversum Memoria” a cui tutt’oggi sono particolarmente legato, nonché l’opera che contribuì alla mia svolta in ambito lavorativo.
Fui fortunato e sviluppai con Mondadori altre copertine per circa una quindicina di libri continuando anche a usare il matte painting per spot tv commercial, quindi nella sua forma originale.

Attualmente su cosa sei impegnato e come pensi sarà il tuo futuro?
Oggi sono un grafico post produttore su render architettonici e di interior design, ma anche un illustratore e un matte painter.
Non credo di avere una visione chiara sul mio passato di “artista digitale” e se ci sia stato un filo conduttore del mio percorso, ma credo di essere legato a qualcosa che mi piaccia esteticamente: un’immagine, una sequenza, un prodotto. Credo di esser stato fortunato nell’aver capito cosa ero in grado di fare meglio, sfruttando questa cosa. 
Per il futuro non so che cosa aspettarmi, ma mi auguro di appassionarmi sempre a cose nuove e di impararne sempre di altre.

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