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15 Settembre 2018

La speleoterapia nelle malattie respiratorie

STILI DI VITA OCCIDENTALI E INQUINAMENTO ATMOSFERICO
di Mario C. Canciani

La patologia respiratoria è la quarta patologia più frequente nel mondo e, mentre le altre – malattie cardio-vascolari, tumorali, degenerative – sono in declino, essa continua ad aumentare, sia per gli stili di vita occidentali, sia per l’inquinamento atmosferico, come abbiamo documentato in diversi nostri studi (M.Canciani et al, CCM Ministero della Salute, 2016).
La più frequente patologia respiratoria, l’asma, colpisce circa 300 milioni di persone nel mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che l’asma sia responsabile di circa 250.000 decessi all’anno (Linee Guida GINA Italiane, 2013). Nell’Europa Occidentale la prevalenza dell’asma è pari al 10% ed è una delle malattie croniche più frequenti nell’età infantile (von Mutius et al., 2014).
La prevalenza di asma è aumentata in quasi tutto il mondo nella seconda metà del Novecento fino agli anni ’90, soprattutto nei bambini (Linee Guida GINA, 2013). In Italia la prevalenza dell’asma nei bambini e giovani è tra il 10 e il 20%. Nella terapia e nel controllo dell’asma in età infantile e adolescente si distingue tra management allergologico, terapia farmacologica e approcci non farmacologici (Grimminger, Reichenberger & Seeger, 2010; von Mutius et al., 2014).
La speleoterapia è una forma particolare di terapia climatica che si avvale dell'effetto terapeutico del microclima presente nelle miniere dismesse e nelle grotte.
Presupposto per l’uso terapeutico di centri di speleoterapia fredda sono le seguenti caratteristiche microclimatiche:
• Temperature basse costanti
• Umidità relativa intorno al 100%
• Bassa umidità assoluta
• Elevata purezza dell’aria
• Correnti d’aria moderate
L’inspirazione dell’aria fredda, pura e molto umida presente nelle grotte facilita il drenaggio del tessuto edematoso dei bronchi e aumenta il lume delle vie respiratorie, per cui il paziente respira più liberamente.
Esistono solo pochi studi randomizzati e attuali in inglese, italiano o tedesco attinenti a questo tema. Una revisione obiettiva e indipendente della letteratura medica al riguardo (Cochrane, 2009) ha messo in rilievo la mancanza di criteri scientifici di questi studi. Per questo motivo abbiamo voluto valutare con un metodo scientifico rigoroso avvalendosi di calcoli statistici in cui non vi era la scelta da parte di medici, se la speleoterapia avesse un razionale.
Da sette anni abbiamo diviso la popolazione di bambini asmatici che frequentano il soggiorno estivo di Fusine in Valromana in due gruppi, scelti con criterio random da parte di un sistema statistico casuale: metà hanno frequentato l’ex miniera di Raibl a Cave del Predil, l’altra metà ha continuato a eseguire normali attività di svago e di gioco. Dall’analisi dei risultati nei diversi anni, in media possiamo dire che il 30 % dei bambini riporta un miglioramento dell’asma, valutato non solo clinicamente, ma con metodi più sensibili, come la spirometria complessa, la temperatura dei gas del respiro e l’ossido nitrico esalato, finissimo marcatore d’infiammazione bronchiale. Detto miglioramento in genere persiste per qualche mese, spesso senza bisogno di aggiungere dei farmaci. E’ probabile che con una maggiore frequentazione della speleoterapia (due settimane invece di una) e per un paio di ore al giorno i risultati siano più evidenti, ma difficoltà di ordine economico impediscono di protrarre ulteriormente il soggiorno, che è limitato a cinque sedute di speleoterapia della durata di un’ora e mezza ciascuna.
Contrariamente ai miei dubbi iniziali, i bambini – ma anche gli adulti che gli accompagnano, quasi tutti asmatici – gradiscono la permanenza nell’ ex miniera e spesso bisogna richiamarli più volte che il tempo a disposizione è finito. Abbiamo visto che organizzando la permanenza sotto forma di giochi, letture, ricerca di vene metallifere, il tempo scorre veloce e i bambini si rilassano. Un grande aiuto ci è fornito dal nostro accompagnatore ed ex minatore Valerio Rossi, il quale con le sue storie di vita vissuta, con l’esame dei minerali e con la sua pazienza viene incontro alle richieste di tutti.
Infine, last but not least, durante la speleoterapia i partecipanti vengono a conoscenza della storia, della vita e delle vicissitudini della miniera, apprezzano la dura vita dei minatori e l’organizzazione di quella che fu una delle miniere modello dell’Austria prima e dell’Italia poi.

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