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Primavera 2021

Lo Scatolino nr.31

Pasqua: ebraico pesach = passaggio, pare possa considerarsi l’origine etimologica del termine, con anche l’ulteriore significato di “passare oltre”. Quale migliore augurio per il periodo storico in cui ci troviamo a vivere? Il riferimento non è limitato alla pandemia dovuta al Covid 19, ma è esteso al diffuso deterioramento della convivenza civile. Sui media troppe parole sono utilizzate per il proprio tornaconto o solo per apparire in qualche talk show.
La conseguenza è che siamo frastornati e disorientati, mancano i punti di riferimento su cui contare. L’era della comunicazione globale ci ha sommersi di informazioni: è come trovarsi davanti a quegli incroci di strade dove sono installati numerosi cartelli e ci vorrebbero minuti per leggerli tutti, ne scegli uno, ma non hai la certezza di aver scelto quello giusto. Stiamo vivendo una pandemia non solo virale, altre patologie contagiose stanno coinvolgendo quei valori che hanno consentito alle passate generazioni di sopravvivere pur nella povertà. La conseguenza peggiore, a mio parere, è stata la disgregazione del senso di comunità. Era la mappa che permetteva a ciascuno di riconoscere i sentieri percorribili ed evitare quelli pericolosi. Fuor di dubbio che l’individualismo esasperato, l’opposto della comunità, sia la causa di molti problemi sociali. D’altronde questa è la realtà e quindi è con essa che dobbiamo fare i conti.
Che fare?
Con la socratica modestia del so di non sapere, penso che si debba procedere sulla strada del recupero. Ciò non significa ritornare indietro, il progresso c’è stato e ci consente di vivere meglio, ma va recuperata la capacità di “vivere insieme”. Partendo dalle cose che un tempo erano scontate: in primis il rispetto degli anziani. Ho letto che sono una biblioteca vivente: bella definizione! Poi il rispetto per l'ambiente, sapendo che è di tutti. Ciascuno, come singolo, può fare molto e può incoraggiare altri a fare altrettanto. Poi il rispetto dei diritti degli altri ben sapendo che ognuno ha anche dei doveri. Sono cose che si dovrebbero fare con naturalezza, senza sforzo, anzi con la gioia di farle.
Come fare?
Penso che la piattaforma per il lancio nel futuro di ciascuno di noi sia questa: accettare i diritti degli altri o, meglio, accettare l’altro. No sopportandolo, ma condividendo la fatica del vivere. Niente di moralistico, solo una visione diversa del breve tempo in cui abitiamo in questo mondo. L'applicazione può apparire utopica, ma se proviamo a farlo scopriamo una strana e nuova sensazione: la gioia di vivere sorridendo. Il prof. di filosofia ci ripeteva spesso: non vivete da impantofolati, isolati dal mondo. Non stancatevi mai di conoscere, pensare, immaginare e partecipare. Vale oggi come allora, anzi ora vale di più.
Quando fare?
Subito, oggi stesso.
Buon “passaggio oltre”, buona rinascita, Buona Pasqua con tutto il cuore a tutti.

 

 

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