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Paolo De Rocco, un pioniere della progettazione accessibile

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UILDM UDINE di Luca Pantaleoni

Il 10 maggio di sei anni fa moriva, a soli 61 anni, l’architetto friulano Paolo De Rocco, uno dei primi professionisti in Italia a occuparsi in modo approfondito del tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche e della progettazione accessibile.
Giovane architetto, negli anni immediatamente successivi al sisma che colpì il Friuli nel 1976, assieme alla collega e futura moglie Maria Costanza Del Fabro, elaborò uno studio, pubblicato nel 1979 dalla Segreteria Generale Straordinaria per la Ricostruzione delle zone terremotate, che rappresentò il primo autorevole e organico manuale italiano in materia di accessibilità.
Si trattò di una pubblicazione di respiro europeo frutto, non solo di una solida professionalità, ma anche di numerosi viaggi di studio all’estero e di contatti con i più autorevoli esperti dell’epoca in questa materia. La pionieristica ricerca rappresentò un contributo fondamentale agli studi sulla fruibilità dell’ambiente costruito.
Pochi anni dopo, nel 1983, i due professionisti organizzarono a Udine, per conto della Facoltà di Ingegneria dell’ateneo friulano e in collaborazione con il Comitato di coordinamento delle associazioni delle persone disabili, il primo corso universitario in Italia sulla progettazione accessibile. Un’esperienza che fu replicata anche a Venezia e che ebbe ampio seguito in molte università italiane.
De Rocco, originario di San Vito al Tagliamento, è stato tra i probiviri del Cerpa (il Centro europeo di ricerca e promozione dell'accessibilità) ed era componente del Comitato tecnico scientifico del Criba FVG (il Centro Regionale di informazione sulle barriere architettoniche del Friuli Venezia Giulia). Per tutta la sua carriera mantenne rapporti molto stretti con l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare di Udine (UILDM) e altre associazioni di persone con disabilità, continuando a occuparsi con rara sensibilità, forti motivazioni e profonda conoscenza della materia del tema delle barriere architettoniche, cui affiancò la passione per l’architettura del paesaggio.
Assieme alla UILDM fu promotore di una delle prime rilevazioni a tappeto dell'accessibilità della città di Udine e di una mostra fotografica dedicata a questo argomento.
Nel 2014 il Comune di Udine, su proposta della UILDM, gli ha intitolato l’area verde di via Derna, collocata di fronte alla Comunità “Piergiorgio” di cui De Rocco progettò l’ampliamento con un intervento premiato dalla Comunità Europea nell’ambito del progetto Helios.

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