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Il Re dei cavalieri

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Disegno di Edoardo Venuti, 13 anni

TRA I SENTIERI DELLE FIABE a cura di Angelica Pellarini

C’era una volta un castello nascosto tra i monti in mezzo a boschi di abeti e pini secchi, dove vivevano sette cavalieri e le loro famiglie.
I cavalieri non avevano un vero re che li guidasse e per questo ne cercavano uno che regnasse in modo giusto, un regnare verso il bene dei suoi sudditi.
Il tempo per la ricerca fu lungo ma, dove il loro istinto li conduceva, loro erano portati a indagare.
Non avevano mai trovato la persona giusta, ormai erano terrorizzati dall’idea di non essere all’altezza di arrivare al loro obiettivo e stavano pensando di rinunciare definitivamente.
Un giorno incontrarono per strada un mendicante, non possedeva niente e indossava degli stracci scoloriti e un mantello logoro che lo proteggeva dal freddo.
Il primo cavaliere gli chiese dove si trovasse il percorso più veloce per raggiungere il paesino di Rotta Merla, oltre le montagne bianche.
Il mendicante disse che la strada era danneggiata a causa di una frana e si doveva passare attraverso il bosco, aggiunse che li avrebbe accompagnati.
Otto uomini attraversarono il fitto bosco, ognuno perso nei pentimenti per la vita passata.
Dopo alcuni chilometri si confermarono le promesse fatte.
Il mendicante li ascoltava e pensava alla sua triste condizione. Si trovò a fantasticare su leggendarie imprese di retti cavalieri e immaginava di essere anche lui uno di loro.
Ma come poteva pensare a questo, visto che non possedeva niente?
Per raggirare la montagna passarono un piccolo ruscello di acqua limpida e fresca dove fecero abbeverare i cavalli e anche loro si dissetarono estenuati per il viaggio.
Definirono i dettagli del preciso percorso su una vecchia mappa, valutando di accamparsi per la notte.
Certo non sarebbe stato facile accendere un fuoco per riscaldarsi perché il terreno era umido e pure la legna secca era ricoperta dalla brina.
Tentarono diverse volte finché un debole fuocherello si avviò sotto un mucchio di foglie secche e diede la sensazione di scaldare il loro cuore e riportare la speranza.
Avevano cenato con le poche provviste e nell’attesa del buio si erano avvicinati l’un l’altro chiacchierando e raccontandosi vecchie storie passate.
In quella notte accaddero cose strane.
Prima scese una tempesta di neve che li fece tremare infreddoliti fino alle ossa, poi si placò improvvisamente mentre il fuoco ormai spento si riaccese con scintille e vibranti fiamme.
Presto arrivò giorno, l’alba si manifestò in tutta la sua bellezza, i raggi del sole fecero brillare ogni cosa di una meravigliosa luce.
Il gruppo di uomini pensò fosse meglio riprendere il cammino per evitare altri disagi.
L'ultimo percorso era ancora accidentato e con la neve che rendeva tutto potenzialmente pericoloso.

Arrivarono alla loro meta felici per aver superato anche questa prova e cercarono una locanda per riposarsi.
Riccardo il mendicante li accompagnò alla vecchia osteria dove si scaldarono e mangiarono cibo gustoso.
Poi si recarono nelle stanze sotto il tetto e si addormentarono sprofondando nei morbidi letti tanto sognati.
Presto fu giorno, l'intenso bagliore dei raggi di sole che entravano dalle finestre prese forma e li risvegliò beatamente da un sonno ristoratore.
Il profumo del pane appena sfornato fece pensare a ricordi di casolari lontani.
Le loro facce si erano finalmente rilassate e non si percepiva più la stanchezza legata al cammino percorso.
Trascorsero del tempo a parlare e a cercare tra i cavalieri di passaggio colui che sarebbe potuto diventare il loro re.
Parlarono con un vecchio felicemente invecchiato e molto saggio che disse loro di fermare la loro ricerca per permettere agli eventi una nuova svolta.
Ogni istante trascorso parve lento per l’assenza di azioni, tutti sembravano sentire le parole dette come una forte premonizione.
Ordinata la cena si sedettero a un tavolo rotondo chiacchierando animatamente e all’improvviso pensarono a Riccardo, ormai diventato parte del gruppo.Riccardo si alzò in piedi e fece un bellissimo discorso ringraziandoli per averlo accolto così bene.
Ognuno ricevette in dono un abbraccio fatto con il cuore e l’emozione li travolse di sensazioni magiche.
Disse loro che era pronto per riprendere il suo viaggio solitario in cerca di fortuna e di una strada nuova.
Lo salutarono e tristi si trovarono assorti nei loro pensieri.
Riccardo era diventato un cavaliere che con loro aveva condiviso il cammino e meritava di stare con loro. Lo avevano capito e subito tutti lo rincorsero in sella ai loro cavalli.
Ma di Riccardo non c’era più traccia, era sparito in mezzo ai boschi.
Alcuni giorni dopo ripresero il cammino per tornare al loro amato castello.
Giunti a metà strada furono assaliti da un branco di lupi affamati.
Il cavaliere più anziano era caduto da cavallo e le belve affondavano i denti nella carne procurandogli dolori insopportabili.
Dal bosco apparve una testa incappucciata, pareva un essere magico, si rese subito utile al gruppo colpendo col bastone i feroci animali.
La scena era resa ancora più strana da una fitta nebbia scesa dal cielo.
I lupi scomparvero e con loro la nebbia, non c’erano più ferite e dolore, tutto era avvolto da una magica atmosfera.
Si ripresero dallo spavento e si rivolsero grati al loro salvatore che si tolse il cappuccio e si mostrò in tutta la sua imponente figura.
Era Riccardo, unico, eroico e tutto fu chiaro, in un istante i dubbi sparirono per lasciare il posto alla certezza che solo lui poteva essere il re tanto desiderato.
Appena Riccardo sentì le loro parole si commosse a tal punto che le lacrime iniziarono a rigargli il volto fiero e sorridente.
Lo portarono trionfanti al castello, tutti lo acclamarono e fu festa per diversi giorni.
Riccardo regnò per persone umili e persone comuni, fu davvero un grande Re.

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David Ornella nasce a S. Daniele del Friuli il 20 aprile 2004 e vive a Ragogna.
Dal 2016 inizia un percorso presso l’associazione Diritto di Parola di Gorizia per l’utilizzo di una tecnica che si chiama CFA.
Si scopre così il suo talento di scrittore dotato di grande sensibilità ed empatia, grazie anche al suo cromosoma speciale i suoi testi sono ricchi di sentimenti profondi e forti stimoli emozionali.
Associazione Diritto di Parola Gorizia
L’Associazione Diritto di Parola di Gorizia promuove l’utilizzo della tecnica della Comunicazione Facilitata Alfabetica. La CFA è una tecnica che consente alle persone con difficoltà nel linguaggio di esprimersi attraverso una tastiera. Essa si propone di sviluppare il massimo livello possibile di autonomia comunicativa e di pensiero. La CFA si basa sulla convinzione che le difficoltà comunicative di molte persone con disabilità non siano di natura cognitiva e/o linguistica, ma discendano dalla mancata integrazione delle funzioni neuropsicologiche e che quindi esse posseggano capacità intellettive e un mondo interiore di conoscenze molto più sviluppato rispetto a quello stimato finora dai test d’intelligenza.
Angelica Pellarini
Cantastorie e arte-terapeuta con le fiabe della tradizione, diplomata a “La voce delle fiabe”, Piccola Scuola Italiana Cantastorie fondata da Piera Giacconi. Conduce gruppi con le fiabe rivolti a bambini, adolescenti e adulti. Realizza progetti su misura, spesso in collaborazione con altre figure professionali.
cell. 328 5376003
angelica@lavocedellefiabe.com
 

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