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Giuseppe Bernardinelli

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TRATTI CHE LASCIANO IL SEGNO di Andrea Biban

In questo numero de Lo Scatolino intervistiamo Giuseppe Bernardinelli, artista poliedrico che affronta temi diversi, padroneggia diverse tecniche artistiche, spinto dalla continua ricerca, curiosità e sperimentazione.
Nato a Monza nel 1944, approda al mondo della pubblicità iniziando come apprendista all’età di 14 anni e frequentando contemporaneamente un corso serale di disegno presso la Scuola degli Artefici di Brera. Riuscirà poi ad affermarsi come direttore creativo lavorando per le maggiori agenzie di pubblicità.
Una volta in pensione si dedica interamente all’arte realizzando soprattutto incisioni e sculture mobili.
Bernardinelli trae ispirazione dalle opere di Man Rey, di Alexander Calder, considerato l'inventore delle sculture di arte cinetica, e di Bruno Munari, con le sue famose “macchine inutili”. Nel 2005 si trasferisce a Udine ove risiede e dedica il suo tempo a tenere corsi di “copia dal vero”. Molte le mostre collettive e personali. Fa parte dell’associazione Centro Friulano Arti Plastiche.

Come è nato il tutto?
Sentivo l’esigenza di dedicare il mio tempo libero a tutto quello che più mi entusiasma e mi appassiona. L’esperienza acquisita nei vari anni mi ha permesso di spaziare nelle varie tecniche artistiche, prima su tutte l’incisione e di sperimentare l’utilizzo di vari materiali come: metalli, ceramica, plastica, carta, cartone.

Ci parli delle sue sculture mobili
All’inizio mi sono ispirato alle tecniche di Calder e Munari. Attualmente realizzo delle opere prendendo spunto dal kirigami, una tecnica orientale di intaglio e piegatura della carta per ottenere forme tridimensionali a partire da un unico foglio, senza asportare pezzi. Da questa tecnica ho creato i “miei” personaggi da mettere in equilibrio.  Questa tecnica stimola la creatività e la fantasia e permette di spaziare nella realizzazione di innumerevoli soggetti quali: pesci, aragoste, cavallucci marini, rane, elefanti, leoni, fino ad arrivare agli areoplani da appendere al soffitto tutti composti da elementi di materiali leggerissimi, liberi di muoversi nello spazio senza vincoli tra loro.

Quanto le piace insegnare?
Mi è sempre piaciuto insegnare ad adulti e ai più piccini, attualmente insegno disegno dal vero a diversi allievi in collaborazione con l’UTE di Udine.
Avendo un rapporto speciale con i bambini e il mondo dell’infanzia ho sperimentato l’insegnamento anche in alcune Biblioteche del territorio e realizzato laboratori didattici presso la Ludoteca di Udine.
 
Dove la porterà la sua ricerca?
Ho ancora il desiderio e la curiosità di scoprire cose nuove e di condividerle con gli altri.
Mi piacerebbe sperimentare il 3D, articoli da poter realizzare in tridimensionale.
Piccole sculture o giochi avvalendomi di software adeguato con soggetti da poter stampare.
Tuttavia una delle mie più grandi passioni è quella dei biglietti d’auguri, da più di vent’anni realizzo ogni anno biglietti d’auguri con incisioni di opere che traggono spunto dai giocattoli dei nostri nonni, da mie realizzazioni, dai giocattoli di Fortunato Depero.

berpino@alice.it

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