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Educazione Civica

Fare-gli-italiani

Fare gli italiani di Amos D'Antoni
dall'art. 29 all'art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana

“RAPPORTI ETICO-SOCIALI” tratta in modo speciale delle istituzioni che formano la persona, il cittadino, cioè la famiglia, la scuola e la salute. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi. Dovere e diritto dei genitori è mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. A questi ultimi, la legge provvede ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, che non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. La nostra Repubblica riconosce che la salute è un diritto importante di ogni individuo e di tutta la Società e per questo garantisce le cure gratuite a chi è povero e indigente.
La salute costituisce un diritto fondamentale: tutti hanno diritto a essere curati, anche se non tutti hanno diritto a cure gratuite, destinate esclusivamente agli indigenti, ovvero a coloro che non sono in grado di far fronte economicamente alle cure indispensabili per la propria salute.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione e istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Anche Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Lo Stato nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non Statali, che chiedono la parità, deve assicurare a queste la piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello dei ragazzi di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Mentre le istituzioni di alta cultura, università e accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Strettamente collegata alla libertà di insegnamento è la libertà dell'istruzione. Il motto: “la scuola è aperta a tutti”, significa caratterizzare lo Stato sociale come Stato di cultura, che esclude ogni discriminazione (ad esempio tra cittadini italiani e stranieri) nell'accesso ai saperi e nel diritto all'istruzione. A questo punto lo Stato deve rimuovere ogni ostacolo affinché la scuola sia concretamente accessibile a tutti e l'istruzione sia generalizzata.
 

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